La festa delle matricole

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L’estate era ormai finita, ed io cominciai a frequentare le lezioni alla facoltà di giurisprudenza. Per una maggiore conoscenza tra colleghi e professori, in quella stessa settimana, si era organizzata una festa chiamata “festa della matricola”. Ovviamente ero felicissima di parteciparvi, sentivo l’ambiente universitario come qualcosa che dopo i doveri di studio avrebbe potuto ripagarmi con i dovuti piaceri.

La festa era programmata per venerdì sera alle 23, così finita la prima settimana di lezioni, quella sera tornai a casa per l’ora di cena e, dopo aver preso una pizza con i miei, mi recai in stanza a vestirmi e truccarmi. Ero entusiasta: chissà a quanti ragazzi avrei potuto far girare la testa.

La mia collega venne a prendermi in auto così raggiungemmo il locali della facoltà, che per l’occasione erano stati allestiti con varie luci e potenti casse acustiche. Fummo subito invitate ad iscriverci ad un concorso di bellezza che si sarebbe tenuto quella sera chiamato miss matricola. Erano presenti alcuni professori, tra i quali il bel Prof. Mirto, che quella sera sarebbe stato uno dei giudici del concorso di bellezza. Cominciai a far conoscenza con colleghi e professori, e, tra una parola e l’altra, vidi gli occhi di molti ragazzi puntati addosso: forse ero davvero attraente.

Ad un certo punto mi ritrovai a parlare con il prof. Mirto in persona, che con gentilezza mi offrì un cocktail, e forse un po’ brillo, iniziò a fare molti complimenti al mio giovane fisico, e portandomi nel suo ufficio, cominciò a raccontarmi della sua carriera. Ad un certo poggiando le mani sul mio seno, cominciò a baciare le mie labbra, cosicché cominciai ad eccitarmi e la mia vagina divenne sempre più umida e calda.
Probabilmente il professore avrebbe rotto la mia verginità, notai immediatamente la sua eccitazione gonfiare il cavallo dei suoi pantaloni, e con una voglia matta di farmi penetrare mi accinsi a sbottonare quei pantaloni che tenevano prigioniera la sua asta inferocita.

Il professore cominciò ad utilizzare una serie di vezzeggiativi un po’ sconci, e mentre mi baciava mi raccontò di quella volta che aveva fatto sesso in auto con una delle milf italiane che gli erano state presentate da un suo collega. La cosa mi fece eccitare al punto che, tolti i suoi slip dopo aver tolto anche i miei, allargai le cosce per farmi infilare il suo grosso pene dentro la mia stretta vagina. Questa sensazione provocò alla mia passera un gran dolore ma la forte eccitazione annullò ogni cosa facendomi bagnare e godere come una vera maiala.

Il culmine dell’eccitazione del professore giunse quando tolse il suo grande membro dalla mia vagina, e cominciò ad inondare il mio grazioso corpo con la sua dolce crema idratante.
Tornammo insieme alla festa ed io fui giudicata la reginetta delle matricole.